Presentazione del libro di Francesco Leoncini

28/05/2015

Sala Sichirollo - Archivio di Stato - ore 18.00

Patto di Roma copertina

Luigi Contegiacomo presenta l'ultima opera di francesco Leoncini

È uscito da pochi giorni per i tipi di Kellerman un volume storico a cura di Francesco Leoncini, che si occupa del ruolo svolto dall’Italia nel corso della Prima Guerra mondiale nel sostenere le iniziative indipendentistiche delle nazioni a quel tempo comprese in quel grande e variopinto agglomerato che era l’Impero Austroungarico.

Il Patto di Roma e la Legione ceco-slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa” si colloca in maniera originale all’interno del dibattito in corso sulla Grande Guerra ma va oltre, inserendosi nel più ampio quadro della politica estera italiana e dei suoi risvolti nella definizione dell’Europa post asburgica.

Il “Congresso di Roma delle nazionalità oppresse  dall’Impero  austro-ungarico” dell’aprile 1918, e la conseguente  dichiarazione (Patto) per l’abbattimento della Monarchia danubiana e per  un’intesa italo – jugoslava, costituiscono l’atto di nascita di quella che sarebbe stata la Nuova Europa. Questo passaggio venne rimosso al momento delle trattative di pace, travolto dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, ed è stato a lungo trascurato dalla storiografia.

La rigorosa ricostruzione della formazione e dell’attività della Legione ceco-slovacca, che rappresentò l’esito più rilevante di quell’evento e che ebbe come punto di avvio la Certosa di San Lorenzo di Padula (Salerno), contestualmente alla riscoperta del coinvolgimento del Mezzogiorno e delle  Isole  Maggiori  nell’ambito  dell’impegno  bellico,  danno  alla  pubblicazione  un  carattere  di assoluto rilievo in ambito nazionale e internazionale.

Il Patto di Roma costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. Abbandonata qualsiasi velleità imperialistica e una politica di mere rivendicazioni territoriali, l’Italia riesce a formulare in questa occasione un disegno di respiro europeo e porsi al centro di un vasto schieramento internazionale, cosa che poteva soddisfare contemporaneamente i suoi interessi strategici e l’aspirazione agiocare un ruolo di prima grandezza quale punto di riferimento politico e culturale.

La conseguente costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale,  politico, giuridico, sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco-Slovachi” di Parigi, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento dell’indipendenza delle nazionalità che avrebbero dato vita agli Stati della Nuova Europa.

In tal modo riprende vigore quel filone liberal-democratico volto a un’alleanza strategica con i movimenti di rinascita nazionale dell’Europa centrale quale era stata prefigurata nel corso del Risorgimento da Giuseppe Mazzini.

Il volume, inoltre, dà ampio spazio a un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista, in campo diplomatico e militare, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik, personalità poliedrica, astronomo ed aviatore, naturalizzato francese ma particolarmente legato all’Italia.

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